Vette che cadono sul mare; selva invalicabile; piogge torrenziali; fiumiche gonfi raggiungono il mare; ai piedi della sierra nevada la natura domina sull’uomo che si inchina alla sua potenza. I colombiani accolgono con pazienza il sole attendendo che la pioggia termini. Il clima è imprevedibile; una tranquilla giornata di sole può trasformarsi in ore interrotte di acqua. Scelgo di evitare Santa Marta e immergermi nel silenzio e nella pace di Mendihuaca piccolo villaggio di case sul mare a lato del parco Tayrona. Sul cammino continue moto si accostano mettendomi in soggezione. Capisco solo in un secondo momento che qui sono i mototaxi il mezzo più usato dalla gente comune. Giungo sulla spiaggia è mi rendo conto di essere nel posto giusto. Solo ristoranti e alberghi tranquilli. Il suono del mare è accompagnato da un modesto richiamo di salsa. Il caribe qui è più “cattivo”; le onde fanno sempre capolino sulla spiaggia e i surfisti trovano pane per i loro denti. Il bagno nel mare qui si alterna a quello nel fiume. E’ infatti qui che il Mendihuaca sfocia. E’ però lasciandosi il mare alle spalle che lo spettacolo della natura ci lascia a bocca aperta. Il fiume è circondato da palme e da una vegetazione fittissima. Gli alberi altissimi risalgono le cime della sierra. Solo percorrendo il parque tayrona mi renderò conto di quanto è intricata questa selva. Un ”must” di questa zona è la visita di questa famosa riserva. Ci sono più ingressi di cui il più famoso è El zaino. Da qui si viene accompagnati da un furgone per alcuni km e ci si ritrova persi nel verde. Decido di affidarmi a un cavallo per raggiungere il Cabo San Juan (la spiaggia più famosa). Mi rendo conto che le mie capacità da fantino sono limitate e il fango e i sentieri impervi forse mi impediranno di raggiungere il mio obbiettivo. Scruto poi nervosamente il cielo che porta alcune nubi sinistre. Una pioggia torrenziale come quella del giorno precedente potrebbero mettermi in seri guai. La vegetazione qui è tanto fitta da scorgere a fatica il sentiero, il telefono non ha segnale e gli incontri saltuari. Mantengo però la calma e imparato a destreggiarmi con il cavallo riesco a raggiungere la spiaggia. Vi sono lungo il percorso vari camping che permettono di alloggiare nel parco. Deve essere sicuramente selvaggio dormire in quelle tende e restare in ascolto della natura durante la notte. Arrivo salvo con il mio destriero alla spiaggia in cui monoliti si ergono spettacolarmente a riva. Il cielo è però sempre grigio e conoscendo l’imprevedibilità del clima non riesco a godermela e fuggo ripercorrendo le alre spiagge del Tayrona che ad inizio pomeriggio sono già quasi deserte. Risalendo incontro delle scimmiette che mi seguono durante il percorso. La pioggia inizia a cadere ma è tuttavia clemente rinfrescandomi della calura estiva. Per chi volesse un’esperienza più al di fuori delle rotte turistiche la gita risalendo il fiume Mendihuaca è un posto magico e spirituale. Si ascolta solo il suodo delle cascate isolandosi completamente dal mondo esterno. Ritornando al villaggio si passa per finche e piccoli villaggetti dove i campi sono in terra battuta e bimbi giocano per strada e nei campi tra le coltivazioni. La notte offre appartati lughi di festa come il Costeno e los Hermanos; Ostelli di lusso dove il clima è meno autentico ma si può godere di comode amache e ottimi cocktail con i piedi nella finissima sabbia caraibica. Restano comunque luoghi isolati rispetto al resto degli ostelli/ristoranti. Qui comanda la tranquillità e la pace. E’ questo il leitmotive che accompagna questa ultima parte del viaggio. Ulteriori stimoli non sono più necessari. La tranquillità e la bellezza selvaggio di questo luogo dove le tempeste di scontrano con il sole cocente mi inghiottono in uno stato di Umami dello spirito.

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