Dalla città al mare il viaggio mi porta verso la costa. Colline verdi si rivelano con alberi di olivi e vigneti a dominare il landskape. Immagino ocra e arido e mi ritrovo un paesaggio più “inglese”. Mi spiegano che la stagione è stata particolarmente piovosa e il clima non generoso. Parchi eolici inondano le vallate e le strade tranquille. Arriviamo a Tarifa nel pomeriggio. Ho la possibilità di godermi un tramonto mozzafiato al Wakiki. La musica accompagna il sole che si getta nel mare e l’applauso finale mi scioglie il cuore. La gente è calorosa e abbronzata. Visi sorridenti mi circondano. Stanco ma contento ammiro la città prima dall’alto e poi tra i sui bianchi vicoli intricati. E’ bellissima con i sui tetti e case bianche. Sembra di stare in Grecia ma l’animo è tutto spagnolo. A pochi passi il Marocco e le grandi navi che solcano lo stretto. Queste non rovinano tuttavia il paesaggio. Il centro mi stupisce per la vivacità. Vengo accolto al banco da due ragazze andaluse che dispensano consigli e mi fanno sentire accolto. Il tonno rosso è la specialità della casa che desidero subito provare. E’ buonissimo anche se trovo l’abbinamento con l’uovo un po’ particolare. La salsa wazabi mi anestetizza un poco il palato ma la trovo un buon mix. Uscendo mi imbatto in un nuovo spettacolo di flamenco. L’atmosfera e calda e il sovraffollamento ma al più la stanchezza mi portano verso la mia dimora. Il dia seguente intimorito dal vento (30 nodi) ma impavido decido di noleggiare un motorino per visitare i paesi vicini. Nonostante le folate mi gaso sulle strade tortuose che mi portano verso playa Bolonia. La spiaggia in un primo momento mi delude. Mi sembra una normale grande spiaggia oceanica. Qui si sentono infatti le maree e la superficie varia di ora in ora. Proseguo però per la collina che mi porta alle dune dove il deserto si butta nel mare. E’ un panorama quantomeno curioso che a memoria non ho ancora visto. Data la precarietà del parcheggio (mi scontro infatti con un paio di local che mi volevano far pagare un parcheggio troppo salato) mi dirigo verso Zahara De Los Atunes. Qui nella grande vallata soffro il vento che, forte e impetuoso si scarica nella conca. Il villaggio è molto carino con anche edificazioni medievali. Il mare è circondato da ristorantini e strade ciottolate. L’aria di mare e la vita di pescatore sono contagiose mentre mi godo un riposino al sole. Ritorno verso Tarifa per godermi la main attraction del giorno. La puesta del sol è qui un momento quasi sacro un rito tribale da rispettare. Mi ritrovo in un concerto che mi permette di socializzare e conoscere gente. Ci dirigiamo nel ristorante della sera prima dove vengo riconosciuto e festeggiato. Altro giro di pesce con annessa bottiglia. L’allegria sale e invade la comitiva. Ci dirigiamo verso la festa dove per caso mi ritrovo in chiacchiere con sconosciuti che danno l’idea di essere fratelli. Lascio Tarifa e i suoi tramonti il giorno seguente nello storico gran apagon.

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