Dal nome all’apparenza impronunciabile ( si pronuncia [waˈhaka]) è forse con San Cristoball una delle città più tradizionali Messicane. Distante 7 ore di bus da Mexico City si trova nel cuore del messico nella valle che prende il suo nome. Come la capitale Oaxaca ha una storia millenaria ed è caratterizzata da una popolazione indigena variegata. Zapotechi e Mixtechi si sono alternati e successivamenti alleati contro la minaccia azteca nella valle. Come la guida locale ci spiega i tratti somatici delle due cività sono distinti e anche uno sguardo fugace permette di capire le discendenze delle varie persone che si incontrano in questa valle. La gente ci si presenta in modo molto ospitale e fiero. Si è orgogliosi di essere chapulinos(le cavallette… Ricordate il mercato a città del Messico???); così sono infatti chiamati gli abitanti di Oaxaca. La sera la vita pullula e si trova musica dal vivo. Per caso siamo capitati in un locale chiamato “Tres Hermanas”. La salsa si intervalla ai mana e la gente locale si ferma a chiaccherare con noi. Corona è mezcal sono le combo più diffuse. La regione in particolare è il regno del mezcal. Poco fuori dalla città il terreno è pieno di agave. Ettari e ettari coltivati dove il busyness di questo distillato che adoro si sta amplificando. Sempre più diffuse sono anche le cantine, occasione per conoscere il processo di distillazione e per promuovere le varie tipologie che cambiano a seconda del tipo di pianta utilizzata. La tequila, si distingue dal mezcal per la provenienza(Guanajuato, Jalisco, Michoacan) e dal fatto che sia prodotta esclusivamente con agave blue. Il porcesso di produzione del mezcal parte con l’estrazione della pigna e prosegue con la cottura all’interno del terrento; da qui la bevanda assume le note affumicate. Successivamente dopo una prima fermentazione avviena la macinazione dellla pigna e una successiva rifermentazione e distillazione con alambico. Il Mezcal riscalda l’atmosfera e il ritono in città è accompagnato da canzoni messicani tradizionali che la gente canta con una passione travolgente che trovo solo in america latina. Il solo bere non può bastare e Oaxaca si caratterizza anche per lo steet food. La città è sede di importanti mercati gastronomici e la sua fama ha fatto crescere numerosi ristoranti che a mio modo di vedere snauturano l’anima popolare della città. I mercati popolari regalano invece soddisfazioni. Ci rechiamo al Mercado Central de Abastos per assaggiare le mamelas (tortilla di mais ripiene di carne e fagioli) di doña Vale. Purtroppo doña Vale, che potete trovare su netfilix nella serie “street food”, è in ferie. Ci sediamo quindi in una bancarella simile. Il grado di igiene è tendente a zero ma le signore “generose” danno proprio l’idea di casereccio. Onestamente la quesadillas non mi soddisfa, il ripieno è molto scarno anche se il prezzo pagato è veramente irrosorio. Prendo poi un beverone zuccherato evitabile. Qui si rivedono i mariachi che tuttavia hanno completamente un’altra verve. Le bancarelle sotto un tendone alquanto precario trasudano di messico di sapori e di suoni. Non solo l’autenticità della città di oaxaca merita una visita. Un’idea dell’immensità della vallata si ha dando un occhio da hieva dell’aqua. Qui vi sono delle piscine da cui si osservano delle “cascate” perenni. Ora mi spiego meglio… L’acqua che scorreva in questi dislivelli ha lasciato lo spazio a carbonato di calcio che data la sua colorazione biancastra da l’illusione ottica che dell’acqua stia percorrendo i pendii. Oltre allo spettacolo che si puo godere facendosi il bagno nelle piscine naturali poco più in basso è la vallata che mi lascia mozzafiato. Ettari e etteri di natura incontaminata. Un verde che sa di vita, di natura e d’incontaminato ci ingloba facendoci sentire piccoli di fronte alla natura. Tracce dell’uomo invece si trovano sulla cima del monte Alban. Lontano dalla ressa di chichen iza e di tulum si puo camminare tra la storia e ammirare la valle di Oaxaca. Osservando e rifflettendo dal punto più estremo posso dire che questa regione pulsante di passione ci trasmette l’amore per la vita, per la natura e i suoi frutti. Lo snodo è quindi necessario per i cuori più passionali e romanitici come me.
